
Questa mattina, presso la Gayatri Yoga Sala di Quartu Sant’Elena, si è svolto il workshop di Danze Mistiche condotto da Federica Chandra, danzaterapeuta formata presso l’Universidad de Barcelona, danzatrice e insegnante di danza sacra Odissi e Danze Mistiche.
Più che un semplice laboratorio, l’incontro si è rivelato un vero viaggio interiore attraverso il movimento consapevole, il respiro e l’ascolto del corpo. Dieci donne hanno preso parte a un’esperienza che affonda le proprie radici nelle antiche tradizioni del Cammino della Seta, dove la danza rappresentava un ponte tra il mondo terreno e quello spirituale, un linguaggio silenzioso attraverso il quale il corpo prega, il cuore ascolta e l’anima si ricorda della propria origine.
Secondo la visione di Federica Chandra, le Danze Mistiche sono una forma di meditazione in movimento. Attraverso gesti simbolici, mudra, ritmo, respiro e presenza, il corpo diventa uno strumento di ascolto e di connessione con la propria dimensione più profonda. Non si ricerca la perfezione del movimento, ma la sua verità. Non si danza per essere guardate, ma per sentire.
Il laboratorio si è concentrato in particolare sull’esplorazione di due elementi fondamentali: la Terra e l’Aria.
La Terra ha invitato le partecipanti al radicamento, alla stabilità e alla presenza. Attraverso il contatto con il corpo e con lo spazio, ciascuna donna è stata accompagnata verso il proprio centro, riscoprendo il senso di appartenenza e di equilibrio.
L’Aria, invece, ha aperto le porte alla leggerezza, al respiro e alla libertà di movimento. Simbolo di espansione, creatività e apertura, ha guidato il gruppo verso una danza più fluida e spontanea.
Dall’incontro tra queste due energie è nata una coreografia collettiva, costruita passo dopo passo dalle stesse partecipanti. Nessuna sequenza prestabilita, nessuna performance da eseguire, ma una creazione autentica emersa dall’ascolto reciproco e dall’energia condivisa del cerchio.
Tra quelle dieci donne c’ero anch’io.
Partecipare al laboratorio mi ha permesso di vivere l’esperienza non solo come osservatrice ma anche dall’interno. Fin dai primi movimenti ho percepito un’atmosfera di accoglienza e rispetto, nella quale non esisteva alcuna paura del giudizio. Per quanto mi riguarda, ciò che ho sentito maggiormente è stata una profonda sensazione di gioia e libertà.
A piedi nudi, all’interno del cerchio, ho potuto lasciare andare per qualche ora le aspettative e i pensieri quotidiani. La Terra mi ha restituito stabilità e presenza, mentre l’Aria mi ha insegnato la leggerezza e la fiducia nel movimento spontaneo. Non era importante danzare bene. Era importante esserci.
Forse è proprio questo il dono più prezioso di esperienze come questa: creare uno spazio nel quale ogni donna possa esprimersi autenticamente, senza maschere e senza timore di essere giudicata. Un luogo in cui il corpo smette di essere qualcosa da controllare e torna a essere uno strumento di ascolto e conoscenza.
In un tempo che ci chiede continuamente di correre, il cerchio creato questa mattina ha rappresentato un invito a rallentare, respirare e tornare a casa. Dentro se stesse.
Per qualche ora, la danza è tornata a essere ciò che era alle sue origini: rito, meditazione, preghiera in movimento e incontro con il sacro. Un’esperienza che ha lasciato nelle partecipanti non tanto il ricordo di alcuni passi, quanto la memoria di una sensazione: quella di essersi sentite libere. ✨🌺
Marianna L.
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