L’arte di essere dimenticati: quando la scuola toglie la voce ai suoi talenti

↳

Ci sono immagini che rimangono impresse più di mille spiegazioni.

Nei giorni scorsi avevo riflettuto su come la scuola debba essere prima di tutto cura e rispetto. Ma guardando quello che sta accadendo ai cancelli del Liceo Artistico di Quartu, la riflessione si fa ancora più profonda e dolorosa.

Sui cancelli, accanto alla denuncia per una carenza igienica oramai diffusa nei licei del circondario, c’è un messaggio che cita Hunger Games:

“Ho un messaggio per il Presidente Snow: può lasciarci senza laboratorio e palestra, ma lo vede questo? Divampa l’incendio e se noi bruciamo, voi bruciate con noi!”

Frasi forti, scritte a mano da ragazzi della quinta classe, che chiedono risposte ma soprattutto parità.

Il paradosso di mortificare la culla del bello

Chi sceglie un liceo artistico compie una scelta di cuore. Sceglie di imparare a plasmare la materia, di esprimere l’invisibile, di dare forma alle emozioni. Ma come si può fare arte senza laboratori? Come si può coltivare il talento se mancano gli spazi fondamentali per metterlo in pratica?

Siamo in Italia, la culla del patrimonio artistico e culturale mondiale. In un Paese che vive di bellezza e memoria, l’istruzione artistica non dovrebbe mai essere considerata un riempitivo o un’opzione di serie B. Dovrebbe essere protetta, valorizzata, persino privilegiata. È lì che nasce la sensibilità che salverà il nostro domani.

E invece, il Liceo Artistico di Quartu si trova a vivere una realtà che sa di profonda ingiustizia.

Una scuola, due realtà

Il rammarico più grande che emerge dalle parole e dai cartelli dei ragazzi è il senso di abbandono da parte della sede centrale, il Liceo Scientifico “Brotzu”. Lì le strutture e le risorse ci sono. Lì gli ambienti permettono un percorso scolastico dignitoso.

A Quartu, invece, gli studenti si ritrovano senza laboratori agibili, senza palestra da anni e con aule che mostrano segni di incuria. Viene spontaneo chiedersi: perché questa distanza? Perché due pesi e due misure all’interno della stessa comunità scolastica?

Togliere i laboratori a uno studente d’arte significa togliergli la voce, l’identità, il motivo stesso per cui ogni mattina varca quel cancello.

Educare attraverso il rispetto

Come scrivevo pochi giorni fa, la cura educa tanto quanto una lezione. Quando abbandoniamo gli spazi dove i giovani crescono, stiamo insegnando loro che la bellezza e i loro sacrifici non contano.

Non ho visto in questi ragazzi il desiderio di distruggere, ma la voglia di custodire e pretese dignità. Ho visto giovani artisti che difendono la loro casa, il loro diritto allo studio e il loro futuro.

Se davvero crediamo che questi ragazzi siano il nostro domani, non possiamo voltarci dall’altra parte. Perché dove l’arte viene trascurata, è l’intera società a perdere un pezzo di futuro.

Marianna L.

#scuola #liceoartistico #Quartu #Brotzu #dirittoallostudio #arte #studenti

··················

Commenti

Rispondi